Acatisia : disturbo psicomotorio

L’acatisia è uno stato di irrequietezza psicomotoria che impedisce al soggetto di stare fermo e lo costringe a muoversi di continuo a causa di una rigidità muscolare severa.

Acatisia

Chi è affetto da questa patologia muove le gambe in maniera compulsiva e tende anche a camminare avanti e indietro o a correre sul posto.

In questi casi l’acatisia è classificata come acatisia psichica e può essere legata a fattori di stress e ansia. Vediamo quali sono le cause e i rimedi per combattere l’acatisia.

Acatisia

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Cause Acatisia

L’acatisia può essere indotta dall’abuso di alcuni farmaci e può essere quindi un effetto collaterale provocato dalla loro assunzione.

La condizione può manifestarsi dopo l’inizio del trattamento farmacologico o quando si interrompe la terapia. I farmaci che possono causarla sono:

  • Farmaci antipsicotici e antidepressivi: possono causare una riduzione dei livelli di dopamina nel cervello, ma anche un aumento dei livelli di serotonina. L’acatisia si presenta quindi come un effetto collaterale in seguito all’assunzione di farmaci antipsicotici e antidepressivi;
  • Farmaci per la nausea e il mal di testa: questa tipologia di farmaci può provocare acatisia, che non sempre compare all’inizio del trattamento farmacologico, ma può manifestarsi anche diversi mesi dopo;
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): anche se non è una vera e propria causa, gli SSRI possono aggravare i sintomi dell’acatisia.

Altre cause dell’acatisia possono essere di natura psichica o ansiosa, o da patologia neurologica come demenza senile o morbo di Parkinson.

Cure Acatisia

Individuare la terapia giusta per l’acatisia non è facile e poiché si tratta nella maggior parete dei casi di una malattia iatrogena, ovvero indotta da alcuni farmaci, il trattamento consiste nel diminuire le dosi dei farmaci che hanno causato la condizione o addirittura sospenderne la somministrazione.

Tra le terapie possibili il medico può inoltre prescrivere o il cambio del farmaco, o regolare l’alimentazione aumentando il consumo della vitamina B6 o prescrivendo farmaci anticolinergici, utili per bloccare alcuni neurotrasmettitori.

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